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Boogie Nights – Intrappolati nello sguardo

Boogie Nights (1997) è il secondo film della cinematografia di Paul Thomas Anderson.

A fronte abbastanza piccolo – 15 milioni di dollari – fu nel complesso un buon successo commerciale: 47 milioni in tutto il mondo.

Di cosa parla Boogie Nights?

Nel film si intrecciano le diverse e angoscianti vicende di un gruppo di attori del cinema per adulti, fra promesse mancate e sogni distrutti.

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Boogie Nights?

Assolutamente sì.

Già con Boogie Nights Paul Thomas Anderson fece già un significativo passo avanti, ampliando il discorso già affrontato in Hard Eight (1996), allungando lo sguardo e puntandolo, pur indirettamente, in un panorama in cui aveva appena messo piede.

Infatti, nonostante si parli specificatamente del cinema per adulti, lo stesso discorso può essere traslato in una critica feroce alla crudeltà delle fortune alterne di Hollywood, in un racconto che, ancora una volta, potrebbe risultare incredibilmente banale…

…e invece sorprende nella sua agghiacciante profondità.

Promessa

La pornografia è una promessa…

… allettante?

Le prime battute di Boogie Nights si impostano sul racconto intrigante, quasi godurioso delle possibilità del cinema per adulti, concentrando tutta l’attenzione su quello che sembra l’elemento fondamentale del discorso: il sesso.

Un sesso semplice, facile da ottenere, una via di fuga da un’esistenza altrimenti insoddisfacente e degradante – come ben racconta l’acceso litigio fra Dirk e la madre quanto il licenziamento di Buck – per ritrovarne i simboli e le certezze altrove.

Se infatti sia Rollergirl che Dirk falliscono nei ruoli sociali in cui provano ad affermarsi e ricostruiscono l’ambiente familiare all’interno del rapporto con Jack – un surrogato della figura paterna e protettiva, che li lancia verso il successo – e poi con Amber – che ritrova il figlio perduto proprio nelle loro due figure.

Ma se il discorso fosse concluso qui, non ci sarebbe altro da aggiungere.

E, invece, l’occhio registico racconta molto di più.

Trappola

La pornografia è una trappola.

E se fosse una trappola semplice, immediata e prevedibile come apripista ad una vita più caotica e libertina, fra droghe, relazioni instabili e sfruttamento, i personaggi avrebbero la possibilità di riscattarsi nel finale della pellicola.

E, invece, la vera trappola è l’occhio.

Nella maggior parte delle scene il sesso o è filtrato dalla macchina da presa o direttamente specchiato nel controcampo della spettatore, e, spesso, lo stesso non ha parte attiva nella scena, ma, proprio penetrandola con lo sguardo, infine la possiede.

E così il sesso diventa una merce che chiunque può consumare a suo piacimento, come ben racconta il continuo esibizionismo della moglie di Bill, che arriva persino a inscenare un rapporto carnale per strada, con una folla di spettatori che la circonda e che così si appropria della sua immagine…

…e che, anzi, proprio come lo sfortunato ragazzo coinvolto nel filmino di Rollergirl e Jack, pretende di avere controllo sul corpo.

Ed è una trappola ineludibile.

Cerchio

I protagonisti di Boogie Nights sono dei divi fragili.

Dati facilmente in pasto al pubblico, pensano di potersi rilanciare all’interno delle più diverse attività, provando una serie di sbocchi per cui si rivelano o del tutto incapaci – come Dirk e Reed con la musica e il cinema commerciale…

…oppure proprio impossibilitati a percorrerle per il tipo di vita che hanno scelto, che ne ha definito tutta la personalità: così se Amber non potrà mai più rivedere il figlio, Buck ottiene la sua rivalsa solamente grazie ad un sanguinoso colpo di fortuna.

In questo senso la chiusura più significativa è quella di Dirk.

Ritornato fra le braccia accoglienti di Jack per riabbracciare quella che sembra l’unica carriera percorribile, il protagonista chiude la pellicola con un aggressivo monologo verso se stesso, con cui si sprona a diventare il protagonista di una scena che è già stata rubata da qualcun’altro

Ovvero, il suo enorme ed ingombrante fallo, che entra nella scena e domina lo sguardo della macchina da presa, tagliando il volto di Dirk, di fatto, riducendone drasticamente l’importanza, dovuta esclusivamente all’enorme membro…

…che si rivela, infine, l’unica vera star.