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Pam & Tommy – Una storia umana

Pam & Tommy è una serie prodotta per Disney+, con interpreti Sebastian Stan nei panni di Tommy Lee e Lily James nei panni di Pamela Anderson. Un prodotto che si propone di raccontare la tumultuosa vicenda della diffusione del sex tape che raffigurava appunto Pamela Anderson e Tommy Lee durante la loro prima notte di nozze. Riuscendoci anche bene, a mio parere.

Ma andiamo con ordine.

Di cosa parla Pam & Tommy

Come anticipato, la vicenda ruota attorno al primo sex tape diffuso illegalmente nella storia di internet, con protagonisti l’allora star di Baywatch Pamela Anderson e il suo primo marito, Tommy Lee, batterista della band heavy metal Mötley Crüe,

Una narrazione ad ampio respiro, che copre tutte le vicende personali della coppia, e soprattutto quelle di Pamela, fra il 1995 e il 1996. Ampio spazio è anche dedicato alla backstory dell’autore del furto e della diffusione del nastro: Rand Guathier, interpretato da Seth Rogen.

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Perché Pam & Tommy vale una visione

Il grande merito della serie è il suo taglio narrativo: come mi aspettavo una eccessiva drammatizzazione della vicenda ai limiti del trash, così mi sono trovata davanti ad una vicenda umana, ottimamente raccontata e con personaggi verosimili e ben interpretati.

Una regia capace e riflessiva: riusciamo facilmente a capire i pensieri dei personaggi senza che dicano una parola, grazie a poche inquadrature azzeccate e ad un creazione dell’atmosfera convincente fin dalla prima puntata.

In generale la serie riesce ad intrattenere con facilità, in quanto ci permette di immergerci profondamente nelle vicende dei personaggi in scena, che rivelano tutte le loro fragilità, difetti e insicurezze, risultando per questo profondamente umani.

Un cast davvero azzeccato

Partiamo dal presupposto che io amo Seth Rogen. A prescindere. Nonostante abbia fatto scelte di dubbio gusto riguardo ai film, solitamente è quel trash che mi piace. Ad esempio io sono un sanissima fan di This is the end (2013), pellicola che riguardo periodicamente (anche se con entusiasmo minore da quando ho scoperto gli scheletri nell’armadio di James Franco). Nel dubbio, seguitelo su Instagram: durante la pandemia è diventato un asso nel costruire vasi. Non scherzo.

Il mio plauso va soprattutto a Sebastian Stan, che non credo di aver mai visto così tanto in parte: uno di quegli splendidi casi in cui l’attore riesce a scomparire dietro al personaggio. L’attore ha infatti stretto un felice sodalizio con Craig Gillespie, già autore dell’ottimo Tonya (2017), che ha diretto le prime tre puntate.

Ma nota di merito anche a Lily James, una Pamela Anderson praticamente perfetta, complice anche un trucco che ricalca perfettamente le fattezze della star di Baywatch. Una vera sorpresa per me, che non l’ho mai apprezzata particolarmente nelle parti in cui si è cimentata. In particolare l’associo a Baby Driver (2017), una delle mie più sentite delusioni cinematografiche.

La questione morale

Sebastian Stan come Tommy Lee nella serie Pam & Tommy (2022) su Disney + che parla del sex tape di Pamela Anderson e Tommy Lee

Questa serie ha suscitato non poche politiche. Infatti è stata prodotta senza la partecipazione di Pamela Anderson, che anzi aveva dichiarato di voler proprio rivedere nulla di uno dei periodi più traumatici della sua vita. Niente di illegale fin qui, visto che la serie prende spunto da un articolo di Rolling Stone del 2014 e ha piena facoltà di raccontare la vicenda. Tuttavia la serie ha sollevato una questione morale.

Personalmente, non mi trovo d’accordo con chi si oppone a questa serie solo per questo motivo. Ci sono sono casi di cronaca ben peggiori che sono stati cannibalizzati più e più volte. È brutto da dire, ma questo non sarà né il primo né l’ultimo caso in cui succede una cosa del genere. Ed è condannabile fino ad un certo punto: se dovessimo ragionare così, molti dei prodotti che conosciamo e amiamo non potrebbero esistere.

Il caso più eclatante è la storia di Lady Diana, per cui credo che non vi basterebbero le dita di una mano per contare i prodotti che gli sono stati dedicati. Fra i più recenti, l’ultima stagione di The Crown e il film in uscita Spencer (2021).

Le vittime indirette

Non penso che abbia fatto molto piacere ai figli tutt’ora in vita di Diana, ovvero William e Harry, rivedere più e più volte il più grande trama della loro infanzia, magari anche romanzato. E soprattutto non penso abbia fatto piacere a Carlo, il figlio di Elisabetta, nonché primo marito di Lady D, vedersi rappresentato fondamentalmente come uno stronzo nell’ultima stagione di The Crown. Se è stato così o meno nella realtà non lo potremo mai sapere, ma intanto la sua immagine pubblica al momento è quella.

Accettato questo, per me dipende da come la storia viene raccontata. Io ad esempio sempre in The Crown ho preferito che Diana fosse raccontata come la vittima della situazione, anche se la famiglia reale ne esce veramente male.

Nel caso di Pam & Tommy il taglio della serie è molto verosimile, e ci porta in scena una Pamela Anderson sistematicamente sessualizzata e umiliata, e che ne è ben consapevole. Un personaggio a tutto tondo, che appare senza possibilità di dubbio come la vittima della situazione, da cui però non si lascia sopraffare. Per me una rappresentazione che ha reso giustizia al dramma che ha dovuto subire, senza cadere nella facile tragicità.

Pam & Tommy fa per me?

Se avete amato Tonya, facilmente riuscirete ad apprezzare anche questa serie: nonostante manchi del tono documentaristico, il taglio è simile. Non aspettatevi, come detto, un dramma caricato e quasi kitch che potreste trovare in prodotti come Bridgerton. Aspettatevi una vicenda profondamente umana e reale, che va accettata per tutte le sue sfaccettature. Se accettate questo, la serie farà per voi.

Una storia vera

Lily James come Pamela Anderson nella serie Pam & Tommy (2022) su Disney + che parla del sex tape di Pamela Anderson e Tommy Lee

Doesn’t matter. We’re in this together.

Come anticipato, di questa serie ho apprezzato il taglio realistico, e in particolare che evitasse una demonizzazione o un drama troppo spinto (inventato o meno) dei rapporti fra i personaggi.

Infatti Rand non è un viscido approfittatore, ma un uomo mediocre e un illuso, con un matrimonio disastrato alle spalle, che trova un’opportunità finalmente di rifarsi una vita, pur non pensando alle conseguenze. Tommy è un uomo fortemente animoso ed impulsivo, che quasi non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni, ma che cerca veramente, pur nella sua stupidità, di stare accanto alla moglie.

Pamela è una ragazza ingenua e piena di sogni, che viene sfruttata per il suo corpo, e si trova in una situazione umiliante contro la sua volontà. Nessuno dei personaggi è perfetto, ma sono tutti molto umani.

La rappresentazione del sesso

I corpi (che, ricordiamo, sono tutti finti) non vengono eroiticizzati in in maniera cheap, ma rappresentati splendidamente come corpi monumentali, senza mai cadere nella volgarità gratuita.

Ho infatti apprezzato che non ci fossero mai scene di sesso troppo crude e che così la relazione fra Pam e Tommy non fosse basata esclusivamente sul sesso e sul dramma gratuito.

Nota a margine per la scena del monologo col pene di Tommy: nonostante me l’aspettassi, è stato qualcosa di magnifico. Non vedevo una scena così grottesca e al contempo così bene realizzata da tempo.

Il problema del consenso

Lily James come Pamela Anderson nella serie Pam & Tommy (2022) su Disney + che parla del sex tape di Pamela Anderson e Tommy Lee

You’re one of these fucking release people too?

Ovviamente la questione del consenso è abbastanza centrale, anche se raccontata in una maniera abbastanza inedita. Di fatto, come dice ad un certo punto la stessa Pamela, la diffusione di quel nastro è una violazione del suo corpo.

E fa una grande impressione la freddezza con cui tutti i personaggi coinvolti nella diffusione del nastro trattano quello che hanno fra le mani. Purtroppo, è una situazione molto verosimile: noi spettatori di questa serie siamo coinvolti con la storia di Pamela, ma nella realtà spesso le celebrità sono viste come figure lontane ed inaccessibili, che possono essere utilizzate come meglio crediamo senza conseguenze.

Ne sono un esempio, negli ultimi anni, la diffusione di foto personali di Jennifer Lawrance e Bella Throne. Quest’ultima, fra l’altro, si è coraggiosamente riappropriata delle immagini diffuse mettendole online lei stessa. Un’occasione che Pamela, anche volendo, al tempo non ha avuto.

Non demonizzare

Seth Rogen nei panni di Rand Gauthier  nella serie Pam & Tommy (2022) su Disney + che parla del sex tape di Pamela Anderson e Tommy Lee

Ho apprezzato il fatto che la questione della nudità e del sex tape non fosse demonizzata a prescindere, ma condannata per la sua diffusione contro la volontà degli interessati. Infatti vediamo che nel suo passato Pamela Anderson aveva posato per Playboy, senza alcuna vergogna, nonostante i tentativi di controllo del fidanzato dell’epoca. E va bene così.

Ovviamente il processo verso di lei trasforma in un processo contro la sua persona e la sua moralità, per riuscire a screditare la sua immagine e renderla, in qualche misura, colpevole. Pamela è il personaggio da sbattere sempre in copertina: continuamente e inutilmente sessualizzata fino alla nausea, come racconta molto bene la scena dei registi di Baywatch che fanno attenzione al millimetro su come mostrare il suo sedere in camera. Alla fine della stessa scena Pamela cerca di coprirsi, in evidente disagio.

La diffusione del nastro è solo un ulteriore sfruttamento e sessualizzazione della sua immagine. Il tutto appare ancora più evidente durante l’intervista in tv in una delle ultime puntate: per un momento Pamela esce dal personaggio, devastando tutti con dichiarazioni vere, ma ci ritorna prontamente, perché sa che è lì che deve stare, per accontentare il pubblico. Lei è sensuale, bella e impossibile: non può essere qualcosa di diverso.

Cosa poteva essere fatto meglio

Sebastian Stan come Tommy Lee nella serie Pam & Tommy (2022) su Disney + che parla del sex tape di Pamela Anderson e Tommy Lee nella scena del pene di Tommy Lee

Un’altra della polemiche rivolte alla serie, e su questo sono già più d’accordo, è la rappresentazione di Tommy Lee. Il cantante nel 1998 (quindi oltre i confini narrativi della serie) scontò un paio di mesi di prigione per violenza domestica contro Pamela. Come detto, nella serie viene rappresentato sì come animoso, ma che non aggredisce mai la moglie, anzi che si dimostra complessivamente supportivo nei suoi confronti.

Era così veramente anche nella realtà? Non lo possiamo sapere. Sono due facce che possono convivere nella stessa persona. Solo gli interessati avrebbero potuto raccontarcelo, ma Pamela Anderson ha avuto tutti i suoi buoni motivi per non voler partecipare. Quindi la serie si è limitata a dare una rappresentazione di quello che era noto sul personaggio, accennando solo sul finale la questione della violenza domestica.

Una scelta che mi convince fino ad un certo punto, ma mi rendo conto che, tenendo anche conto del taglio della serie, includere elementi di cui non si era neanche sicuri (ovvero altri episodi di violenza avvenuti in passato), non sarebbe stato comunque una grande idea. Ma non mi sento di screditare in toto il prodotto per questo, perché comunque il personaggio di Tommy è tutt’altro che positivo.