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Le riflessioni del cinema semplice

Cos’è un capolavoro?

Ma è un mezzo capolavoro!

Questa è probabilmente una delle frasi che più mi infastidiscono in ambito cinematografico, sia perché non vuol dire fondamentalmente nulla, sia perché è spia di una tendenza altrettanto fastidiosa.

L’abuso del termine capolavoro.

Cosa significa capolavoro?

Prima di esprimermi, lascio la parola alla Treccani:

capolavoro: l’opera meglio realizzata tra quelle di un artista, di uno scrittore o di un’età; opera o comportamento che si distingue nel suo genere

Proprio per questo motivo, è giusto fare una precisa distinzione fra film bello e capolavoro, perché non sono la stessa casa – altrimenti avremmo capolavori a ogni piè sospinto. Un film bello – o, peggio, un film che ci piace moltonon è per forza un capolavoro, né un mezzo capolavoro.

Tuttavia, è anche giusto specificare che, come concetto in ambito cinematografico, è piuttosto fumoso, quindi ognuno, da un certo punto di vista, può definire un film un capolavoro.

E infatti in questo caso il mio obbiettivo non è dare una definizione oggettiva, ma spiegare cosa per me è un capolavoro.

E, soprattutto, darmi il mio personale consiglio su come usare con giudizio questo termine.

Cos’è un capolavoro (secondo me)

Per me un capolavoro cinematografico è un’opera che si distingue nettamente da tutto il resto delle produzioni, in particolare dal punto di vista artistico.

Per questo, per quanto consideri dei film veramente splendidi Don’t look up (2021) e Il potere del cane (2021), non li considero dei capolavori, perché non si distinguono in maniera così potente da tutto il resto.

Questo proprio per sottolineare come sia una parola che ho a cuore di utilizzare con grande attenzione.

Quindi quale può essere un capolavoro?

Per me Manhattan (1979) di Woody Allen è un capolavoro: al di là della profondità narrativa dei personaggi, è un film che vanta di una sperimentazione e una tecnica artistica che davvero difficilmente troverete in altre opere, persino dello stesso regista.

Ma è importante fare un’altra distinzione.

Il capolavoro di genere

Anche agganciandomi alla seconda definizione della Treccani, un capolavoro di genere è (per me) quel tipo di film che si distingue nettamente – e per i motivi più disparati – all’interno del suo genere di appartenenza.

Per questo secondo me la trilogia di Batman di Christopher Nolan è un capolavoro del genere supereroistico, che si distingue nettamente dal resto della produzione. E che per questo potrei, col tempo, considerare allo stesso modo anche The Batman (2022).

Un altro capolavoro di genere – e qui probabilmente farò arrabbiare molti – per me è Mean girls (2004), un capolavoro nel genere dei teen drama. Oltre ad essere assolutamente iconico, gode di una scrittura particolarissima e paradossale, che gioca col surreale e che rappresenta davvero un unicum nel suo genere.

Non confondiamo cult, importanza storica e capolavoro

Altro errore che secondo me si fa troppo spesso è confondere il valore storico e rivoluzionario di una pellicola e il culto che si crea intorno ad essa, dando per scontato che questo definisca il prodotto un capolavoro.

Per esempio, Terminator 2 (1990) è sicuramente un prodotto di culto e anche abbastanza rivoluzionario per il genere, ma non significa necessariamente che sia un capolavoro. Dal mio personale punto di vista, artisticamente non lo è, ma potrebbe essere considerato come capolavoro di genere.

Purtroppo non ho abbastanza conoscenza dello stesso per sbilanciarmi in questo senso.

Allo stesso modo Star Wars – Una nuova speranza (1977) ha un valore storico immenso, dal momento che è considerato il capostipite dei blockbuster, ma dal punto di vista artistico non è niente di eccezionale.

Per questo mai mi verrebbe da definirlo capolavoro.

Come usare il termine capolavoro

Per quando ribadisco che è una questione di sensibilità personale, mi sento di darvi un piccolo consiglio su come usare questo termine per non sembrare degli improvvisati.

Quando vi trovate davanti ad un prodotto che vi entusiasma, anche artisticamente, prima di gridare al capolavoro chiedevi: artisticamente è davvero un unicum? È un prodotto che si distingue da tutto il resto delle produzioni degli ultimi trent’anni?

E, per carità, fatevi il piacere di smettere di definire mezzi capolavori i film che vi piacciono…