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Chi è Il Cinema Semplice?

Ma soprattutto…

Perché Il Cinema Semplice?

Il Cinema Semplice è un progetto indipendente che nasce con un’idea ben chiara: parlare di cinema in maniera semplice e diretta e, soprattutto, onesta e genuina, senza lasciarsi condizionare da concetti come capolavoro intoccabile o autore immortale.

In questi spazi non troverete un inseguimento alle ultime tendenze, una disamina film per film di tutte le ultime uscite, ma piuttosto un ventaglio di opzioni per tutti i gusti e per tutte le retrospettive.

Ma, come diceva Nanni Moretti in Ecce Bombo, parliamo di noi.

Parliamo di me

Cosa c’è dietro Il Cinema Semplice?

Una ragazza (?), una cinefila onnivora che spazia dall’ultimo cinecomic cazzaro e da cervello spento all’oscuro film autoriale simbolico e filosofico.

Pur essendo un’appassionata, non sono (ancora?) una di quelle persone che vanno al cinema tutti i giorni o tutte le settimane, ma preferisco selezionare date e titoli per fare in modo che ogni esperienza al cinema sia un’occasione speciale.

Per il resto, se non guardo almeno una doppietta di film a settimana non vivo serena.

Le mie radici

Un piccolo excursus sulla mia esperienza con il cinema.

La mia passione per il cinema nasce quand’ero molto piccola e si lega a tre film in particolare: Prendi i soldi e scappa (1969) – uno dei primissimi film autoriali in cui mi sono imbattuta – The Blues Brothers (1980) – un must di visione anche oggi – e, soprattutto, Psycho (1960) – il film che ha proprio definito il mio approccio critico al cinema.

  • The Blues Brothers – L’arte di cavarsela
    The Blues Brothers (1980) di John Landis è uno dei più grandi cult degli Anni Ottanta, un misto fra road movie, commedia nera e musical, sempre al limite fra il surreale e il camp più spinto. Con un budget di 27,5 milioni di dollari – circa 100 oggi – incassò piuttosto bene: 115 milioni in…
  • Psycho – Il potere dello sguardo
    Psycho (1960) è il capolavoro della filmografia di Hitchcock, un film talmente iconico che influenzò inevitabilmente il genere di riferimento – l’horror – in maniera inaspettata… Eppure al tempo, soprattutto dopo l’accoglienza tiepida di Vertigo (1958), la Universal era ben poco propensa ad investire in un altro film troppo serio, tanto che la pellicola venne…
  • Prendi i soldi e scappa – L’arte del paradosso
    Prendi i soldi e scappa (1969) è una delle prime pellicole di Woody Allen, in un periodo in cui sperimentava ampiamente con il surreale e con quel tipo di comicità che è diventata la sua firma. L’ho scelto come prima tappa per la mia (ri)scoperta di questo regista perché è stato forse il primo film…

La mia infanzia

Tuttavia, durante la mia infanzia non sono mancati i classici.

Quello che portavo più nel cuore era indubbiamente In viaggio con Pippo (1995) – uno splendido road movie con uno dei miei temi preferiti in assoluto, il rapporto padre-figlio – Genitori in trappola (1998) – un classico della commedia Anni Novanta – e lo sconosciutissimo Candleshoe (1977) – ero probabilmente l’unica che nella mia biblioteca prendeva in prestito quella cassetta.

  • Genitori in trappola – Un gustoso equilibrio
    Genitori in trappola (1998) di Nancy Meyers, remake di Il cowboy con il velo da sposa (1961), è un irresistibile incontro fra una rom-com e una commedia per ragazzi. Con un budget veramente contenuto – appena 15 milioni di dollari (circa 28 oggi) – fu un ottimo successo commerciale: quasi 100 milioni in tutto il…
  • Candleshoe – La mia infanzia
    Candleshoe (1977) di Norman Tokar è un’avventura per ragazzi di produzione Disney con una giovanissima Jodie Foster. In Italia tradotto con un titolo piuttosto improbabile, ma nondimeno simpatico, ovvero Una ragazza, un maggiordomo e una lady. Ma per me è molto di più: uno degli improbabili cult della mia infanzia, non appartenente neanche alla mia…
  • In viaggio con Pippo – Il mio terribile papà
    In viaggio con pippo (1995) di Kevin Lima fu un caso incredibile di rivalutazione di un prodotto alla sua uscita in home video. Il film infatti uscì nelle sale più per un obbligo contrattuale della Disney che per vera fiducia nel progetto, tanto che incassò pochissimo (37 milioni di dollari contro 18 di budget) e…

La mia crescita

Il mio percorso di crescita lo lego particolarmente a tre film, la cui prospettiva è cambiata negli anni: anzitutto Peter Pan (2003) – più crescevo, più capivo il vero senso del film – Diario di una tata (2007) – una commedia che è diventata sempre più amara più mi riconoscevo nella protagonista – e Il diavolo veste Prada (2006) – dopo aver affrontato il mondo del lavoro, risultato tutto molto meno incredibile di quanto mi sembrasse all’epoca…

  • Diario di una tata – La spersonalizzazione voluta
    Diario di una tata (2007) di Shari Springer Berman e Robert Pulcini è una piacevole commedia coming of age con protagonista una giovanissima Scarlett Johansson. Con un budget molto contenuto – appena 20 milioni di dollari – ebbe un discreto riscontro al botteghino, con 47 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo. Di…
  • Il diavolo veste Prada – Una donna troppo intraprendente
    Il diavolo veste Prada (2006) di David Frankel è uno dei più grandi cult degli Anni Duemila, ricordato soprattutto per la fantastica performance di Meryl Streep e per aver lanciato la carriera cinematografica di Anne Hathaway. Con un budget medio – 35 milioni di dollari – fu un enorme successo commerciale, con 326 milioni di…
  • Peter Pan (2003) – Dalla parte di Wendy
    Peter Pan (2003) di P. J. Hogan è l’adattamento più recente e pedissequo dell’opera omonima di J. M. Barrie, molto più anche del Classico Disney del 1953. Fu purtroppo anche un flop commerciale piuttosto disastroso: a fronte di un budget di 130 milioni, ne incassò appena 122, rimanendo comunque nei cuori degli spettatori ancora oggi.…

I miei comfort movie

Chi non ha dei comfort movie?

Uno dei miei preferiti, che proprio mi rinfranca, è sicuramente Bad Teacher (2010) – una commedia irriverente e piacevolissima, uno degli ultimi ruoli di Cameron Diaz – così come Pitch Perfect (2015) – alcune canzoni le porto davvero nel cuore – e, in maniera che ancora oggi non riesco a spiegarmi, The Social Network (2010).

  • Pitch Perfect Saga – Perdersi per strada
    La saga di Pitch Perfect (2012 – 2017) è stato un piccolo fenomeno cinematografico della seconda metà degli Anni Dieci, che raccolse l’eredità di Glee, lanciò Anna Kendrick presso il grande pubblico, ma si perse anche drammaticamente lungo la strada. Nonostante tutti i film abbiano portato dei buoni incassi, i risultati al botteghino sono stati…
  • The Social Network – Unfriend?
    The Social Network (2010) di David Fincher, nonostante non sia magari il suo film migliore, è in assoluto il mio preferito della sua produzione. Sarà per la regia impeccabile, l’eleganza della messinscena, la scrittura perfetta di Aaron Sorkin…comunque io lo rivedo sempre con estremo piacere. A fronte di un budget non indifferente – 40 milioni…
  • Bad Teacher – La rivincita della cool girl
    Bad Teacher (2010) di Jake Kasdan è una commedia spassosa e irriverente con protagonista Cameron Diaz. Non un grande film, ma un film che porto veramente nel cuore. Con un budget veramente ridotto (appena 20 milioni), si portò a casa la bellezza di 216 milioni di dollari in tutto il mondo. Di cosa parla Bad…

I miei film preferiti

E, infine, arriviamo a quelli che sono i miei film preferiti in assoluto.

American Animals (2018) – una splendida sperimentazione di un genere che amo, l’heist movie – 1917 (2019) – uno dei film più profondamente artistici che abbia mai avuto la fortuna di vedere – Il potere del cane (2021) – uno dei primi film che ho avuto il piacere di analizzare.

  • Il potere del cane – Storia di un uomo fragile
    Il potere del cane (2021) di Jane Campion è stato uno dei protagonisti della stagione degli Oscar 2022, pur venendo sistematicamente derubato proprio in quell’occasione… Il film ha ricevuto una distribuzione limitata nelle sale, con un incasso stimato di circa 270 mila dollari, per poi essere rilasciato direttamente su Netflix. Di cosa parla Il potere…
  • 1917 – La guerra tragica
    1917 (2019) di Sam Mendes è uno dei più ambiziosi film di guerra dello scorso decennio, anche solo per l’utilizzo totale del piano sequenza. A fronte di un budget non poco importante – 90 milioni di dollari – è stato un grande successo commerciale: 384 milioni di dollari in tutto il mondo. Di cosa parla…
  • American Animals – L’insoddisfazione rapace
    American Animals (2018) di Bart Layton è un heist movie di rara bellezza, capace di sperimentare con il formato del documentario in maniera assolutamente originale e sperimentale. È difficile spiegare questo film a chi non l’ha mai visto: basti sapere che non è ispirato ad una storia vera, ma, come il film stesso spiega fin…

Le riscoperte

In coda, in una sezione in continuo aggiornamento, vi voglio raccontare le quattro principali scoperte cinematografiche e seriali che ho avuto dall’apertura di questa pagina.

Anzitutto La sottile linea rossa (1998) – il grande male è diventato parte del mio vocabolario quotidiano – per poi passare a quel gioiello di Terrore dallo spazio profondo (1978) – un film di cui realmente non riesco a smettere di pensare – Evangelion (1995-1996) – sono costantemente sul precipizio di un rewatch – e Cowboy Bebop (1998) – non a caso, il miglior discendente del capolavoro di Hideaki Anno.

  • Cowboy Bebop – See you…
    Cowboy Bebop (1998-1999) di Shin’ichirō Watanabe è una delle più importanti serie di culto anime, di genere fantascienza-avventura. La serie andò in onda in Italia solamente a partire dal 1999, su MTV nella fascia serale. Se non sapete niente di Cowboy Bebop, continuate a leggere. Se invece siete i massimi esperti della serie, cliccate qui.…
  • La sottile linea rossa – La guerra umana
    La sottile linea rossa (1998) di Terrence Malick è probabilmente il miglior film di guerra mai realizzato, che porta il genere ad un altro livello, per profondità di tematiche e realismo della messinscena. A fronte di un budget neanche eccessivo per una produzione del genere – appena 52 milioni di dollari – ebbe un riscontro…
  • Terrore dallo spazio profondo – L’invasione silenziosa
    Terrore dallo spazio profondo (1978) di Philip Kaufman, remake di L’invasione degli ultracorpi (1956), è considerato uno dei migliori film di fantascienza mai realizzati. A fronte di un budget molto contenuto – 3,5 milioni di dollari, circa 16 oggi – incassò piuttosto bene: 28 milioni di dollari (solo negli Stati Uniti), corrispondenti a circa 122…
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