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Marie Antoinette – Morte all’austriaca

Marie Antoinette (2006) è uno dei primi film di Sofia Coppola, e uno dei miei preferiti della sua produzione.

A fronte di un budget abbastanza consistente – 40 milioni – fu un discreto flop: appena 60 milioni in tutto il mondo.

Di cosa parla Marie Antoinette

La giovanissima Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d’Austria, viene catapultata nella realtà della Corte di Versailles, un luogo a lei particolarmente antagonistico…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Marie Antoinette?

Mary Nighy, Kirsten Dunst e Judy Davis in una scena del film Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola

Assolutamente sì.

Anche se il trailer lo fa sembrare un dramma in costume di seconda categoria, in realtà è molto di più: Sofia Coppola ha voluto rivisitare l’estetica del periodo con colori molto carichi e canzoni pop di sottofondo.

Ma non eccedendo mai in questo senso.

Anzi, il suo tocco registico ben si adatta al contesto storico, riuscendo anzi ad alleggerire la pesantezza complessiva della vicenda. Non un film non del tutto leggero o spensierato, ma un racconto profondamente autoriale e con tematiche non del tutto semplici.

Tuttavia, anche se la storia procede abbastanza speditamente, ricca di avvenimenti, manca di quel drama che potrebbe tenervi facilmente attaccati allo schermo.

Raccontare Marie Antoinette

Raccontare Marie Antoinette non è semplice.

La sua figura è stata inquinata dai fiumi di inchiostro versati degli intellettuali del tempo (e oltre): l’ultima regina di Francia divenne un capro espiatorio della Rivoluzione Francese, fu odiata dentro e fuori Versailles perché austriaca (e quindi straniera).

E, sopratutto, divenne simbolo di tutti gli eccessi della nobiltà dell’ancien regime.

Invece, se ci informa da fonti più super partes, Maria Antonietta era quella che si vede nel film: una ragazza molto semplice, financo frivola, per nulla pronta alle responsabilità che le furono messe sulle spalle.

Inoltre, non volle mai essere una spia per la sua patria né si interessò mai di politica. Preferì invece godersi il suo lusso e i suoi privilegi, nonostante l’ambiente soffocante della corte di Francia e i suoi problemi matrimoniali.

La regista ha infatti reso la figura di Maria Antonietta il più vicino possibile alla realtà storica, andando anche a smentire i pettegolezzi che la circondarono per secoli, portando un personaggio tridimensionale e ben esplorato.

Un matrimonio disastrato?

Altra finezza della sceneggiatura è di aver raccontato nella maniera più credibile e storicamente accurata il rapporto fra Luigi XVI e Maria Antonietta.

Infatti, il loro matrimonio non andava in porto non perché il Delfino disprezzasse la moglie, ma perché aveva un blocco con lei in quanto austriaca. Per questo ho preferito vedere Luigi XVI interessato più alle sue passioni e molto meno al rapporto sessuale con la moglie.

Sarebbe stato piuttosto facile raccontare – sbagliando – un marito crudele e vendicativo che si intratteneva con altre donne, ignorando la sua sposa. Invece si mostra come la loro relazione si costruì col tempo, arrivando se non all’amore, quantomeno ad un rapporto di affetto e di rispetto reciproco.

Splendido sempre in questo senso il modo in cui viene raccontata la loro relazione sessuale: per nulla smaccato o volgare, ma anzi genuinamente divertente e sottile.

Gli eccessi della nobiltà

Kirsten Dunst in una scena del film Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola

Altro elemento fondamentale è la rappresentazione di Versailles.

Un luogo di frivolezza, formalità al limite dell’assurdo ed un pettegolezzo continuo. Quindi la realizzazione del sogno del Re Sole, Luigi XIV, che portò tutti i nobili di Francia presso la sua corte per poterli controllare e di fatto privare del loro potere politico.

E infatti non vediamo mai questi personaggi complottare politicamente, ma solo vivere una vita dissoluta e frivolissima, interessati solo all’ultima chiacchiera e all’ultimo scandalo di corte.

Gli unici personaggi che parlano di politica, e in pochissime scene, sono Luigi XVI e i suoi collaboratori, e vagamente anche Maria Teresa alla nipote Maria Antonietta.

Tuttavia, come anticipato, non si racconta una nobiltà dissoluta al limite della volgarità, magari con scene di sesso piuttosto spinte come in altri prodotti già citati. Le scene di sesso ci sono, ma sono rese piuttosto artisticamente e ben amalgamate all’interno del contesto raccontato.