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Tàr – Andante impetuoso

Tàr (2022) di Todd Field è un film thriller che ha acquisito un’inaspettata popolarità nella stagione dei premi 2023. E questo anche per merito di un’attrice protagonista d’eccezione: Cate Blanchett.

A fronte di un budget (stimato) di 35 milioni di dollari, ne ha incassati finora appena 19 in tutto il mondo – ma c’era da aspettarselo per una pellicola di questo genere, quasi introvabile nei cinema italiani a due settimane dall’uscita.

Il cinema semplice road to oscar 2022 che si svolgeranno il 28 marzo 2022

Candidature Oscar 2023 per Tàr (2022)

(in nero i premi vinti)

Miglior film
Miglior regista
Miglior attrice protagonista
Miglior sceneggiatura originale
Miglior montaggio
Migliori fotografia

Di cosa parla Tàr?

Lydia Tàr è una famosa e incredibile direttrice d’orchestra, che non si è mai fatto scrupoli nell’utilizzare la sua posizione a suo vantaggio…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Tàr?

Cate Blanchett in una scena di Tàr (2022) di Todd Field

Assolutamente sì.

Per quanto – per vari motivi – Tàr non sia esattamente un film per tutti i palati, per me è stata un’esperienza incredibile.

E lo è stata nonostante la durata piuttosto robusta (due ore e quaranta), che però non mi è pesata per nulla. Ed è stato possibile grazie al profondo coinvolgimento che mi ha regalato la pellicola, merito anche del montaggio frenetico e dell’incredibile interpretazione di Cate Blanchett.

Se vi appassionano i prodotti enigmatici e complessi, che lasciano spazio allo spettatore per portare le proprie conclusioni e giudizi, non ve lo dovete davvero perdere.

Una stronza?

Cate Blanchett e Nina Hoss in una scena di Tàr (2022) di Todd Field

La protagonista è una stronza.

Ce lo racconta lo stesso film, mettendo in bocca questo giudizio ad un personaggio apparentemente positivo, ma che Lydia scredita totalmente, etichettandolo come il classico millennial che si nutre e si conforma alla narrazione dei social media.

Nonostante sia evidente – e lo diventa sempre di più nel corso della pellicola – che Tàr non sia una persona di specchiata moralità, non ho potuto che sentirmi vicina alla sua visione del mondo.

Infatti Tàr respinge totalmente un pensiero che cerchi di etichettare ed escludere determinati artisti per via delle loro posizioni politiche – senza considerare, fra l’altro, il contesto storico di riferimento. E lo fa indubbiamente in maniera assai tagliente ed aggressiva, ma esprimendo concetti che in gran parte mi sento di condividere.

Nonostante la stessa sia del tutto condannabile per le sue azioni.

Presagi oscuri

Cate Blanchett in una scena di Tàr (2022) di Todd Field

In qualche misura, la protagonista è consapevole di essere colpevole.

Lo si vede bene dal profondo contrasto fra gli ambienti puliti e meticolosi, che si scontrano con realtà invece disordinate, selvagge, pericolose. Un mondo di suoni e pericoli: le urla lontane di una donna al parco, il suono ritmico della macchina che tiene in vita una vecchia morente, oggetti che si spostano…

…e una costante sensazione di essere osservata.

Un sottosuolo di immagini – che spesso è davvero sottoterra – che rivela una realtà ben più marcia, che racconta la verità sulla protagonista. Una donna geniale e talentuosa, che però utilizzava – e utilizza – la sua posizione per ottenere dei favori sessuali, come un Harvey Weinstein qualunque.

E allora la pellicola ci mette davanti a due domande fondamentali

Cate Blanchett in una scena di Tàr (2022) di Todd Field

È giusto che Tàr non possa più dirigere un’orchestra?

È il solito discorso di distinguere l’artista dalla sua vita personale: un discorso per cui non esiste una risposta giusta. Con l’esclusione di Lydia, il mondo della musica ha perso una direttrice d’orchestra con un’abilità difficilmente ritrovabile altrove.

Ma d’altronde la colpa non è del colpevole?

Oltre a questo, possiamo ancora essere vicini alle sue idee, nonostante lei stessa sia parte del problema? Tàr può facilmente essere tacciata di ipocrisia e le sue opinioni potrebbero essere cancellate, svalutate. Ma in questo caso non sarebbe più giusto considerare le idee solamente come idee, non dando peso a chi le abbia formulate?

Un intreccio verboso

A latere, vale la pena di analizzare la messinscena.

Il film di Todd Field è scandito soprattutto da dialoghi frequenti e complessi: discorsi che confondono facilmente lo spettatore, ma che al contempo danno valore alla pellicola. Infatti quest’opera non vuole piegarsi ad una semplificazione a favore del pubblico, ma vuole anzi mettere in scena un mondo con le sue regole e i suoi discorsi, pure se complessi da seguire.

E il risultato è una rappresentazione realistica e credibile di una realtà lontana dalla maggior parte di chi guarda, con una rete di relazioni complesse, discorsi pieni di tecnicismi e riferimenti a prima vista incomprensibili.

E sta allo spettatore mettere insieme i pezzi.

Tàr spiegazione

In chiusura, un tentativo di spiegare per filo e per segno la storia di Tàr.

Lydia ha la brutta abitudine di cercare favori sessuali nelle persone a lei sottomesse, in cambio di supporto di altro tipo. Un comportamento ben noto nell’ambiente e ben chiaro nell’assegnazione delle borse di studio create da Tàr stessa per favorire le donne nel settore.

Krista era l’eccezione.

Con ogni probabilità la ragazza si era rifiutata di sottostare alle richieste di Lydia, e per questo aveva perso ogni possibilità di far carriera e di inserirsi in questo mondo – come le email ben testimoniano. Le stesse email sono la prova fondamentale per incastrare Tàr, motivo per cui la donna controlla il PC di Francesca per essere sicura che le abbia cancellate.

Cosa succede nel finale di Tàr

E la cosa le si rivolta contro.

Anche se non è del tutto esplicito, evidentemente Lydia aveva sedotto Francesca, arrivando infine – per motivi non chiari – a non darle il ruolo da lei tanto sperato. Così la stessa si è licenziata e ha consegnato alla polizia la corrispondenza fra Tàr e Krista.

Contemporaneamente, Tàr cerca di far entrare nelle sue grazie Olga, la talentuosa violoncellista cui assicura l’assolo. Anche con lei prova ad avere favori sessuali, ma la ragazza si sottrae esplicitamente, in particolare quando rifiuta l’invito a cena, ma poi comunque esce la stessa sera senza dirle nulla.

Le motivazioni potrebbero essere duplici: Olga potrebbe aver scoperto, tramite il video incriminante sui social, le accuse nei confronti della donna e per questo l’avrebbe evitata.

Al contempo, data la sua posizione già di per sé privilegiata, potrebbe non aver considerato conveniente sottomettersi alle sue richieste.

Infine Lydia viene condannata, viene esclusa dalla Filarmonica di Berlino – nonostante cerchi di riprendersi violentemente il posto – e la moglie le toglie la possibilità di vedere la figlia. Infine è costretta a ricostruire la sua immagine, cominciando dalla direzione di un’orchestra in evento di fan di Monster Hunter.