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Thelma & Louise – It’s a man’s world

Thelma & Louise (1991) di Ridley Scott è uno dei maggiori cult del genere road movie – e non solo.

Con un budget piuttosto contenuto – circa 16 milioni di dollari, circa 35 oggi – incassò piuttosto bene: 45 milioni di dollari – circa 100 oggi.

Di cosa parla Thelma & Louise?

Louise e Thelma sono due amiche con gusti e personalità molto diverse, che partono per un viaggio apparentemente innocuo, ma che in realtà cambierà la loro vita per sempre…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Thelma & Louise?

Assolutamente sì.

Thelma & Louise non è solo un incredibile cult, nonché uno dei migliori road movie mai realizzati, ma è anche un’interessantissima riflessione sul ruolo del femminile in un mondo dominato dalla presenza maschile.

Una storia di ribellione, di ricerca della libertà, di scoperta di sé stessi, con una regia ottima e due attrici con un’alchimia incredibile, per una storia che unisce il drammatico e il comico in un incontro perfetto…

L’inizio della fine

Fin dall’inizio Thelma & Louise mostra le sue ombre.

Nonostante il viaggio in macchina sembri un appuntamento molto divertente e spensierato, in realtà diversi elementi in scena raccontano altro: la telefonata con il manager del ristorante che infastidisce Thelma – anche se in maniera innocua – la pistola nella valigia e Louise che dice all’amica:

He’s gon’ kill you!

Ti ammazzerà!

Quindi fin dai primissimi minuti abbiamo tutto quello che dobbiamo sapere sulla vicenda: le protagoniste provengono da un contesto sociale opprimente e decidono di fuggire, apparentemente ridendoci sopra, in realtà ben consapevoli della loro situazione.

In particolare è piuttosto indicativa la frase di cui sopra: anche se Louise ci scherza, è quantomai probabile che il marito di Thelma potrebbe quantomeno farle violenza per avergli disubbedito.

Gli uomini sbagliati

Il rapporto di Thelma con gli uomini è il più drammatico.

Probabilmente spinta dal proprio contesto sociale ad accasarsi e ricoprire il ruolo canonico della casalinga sottomessa, Thelma è finita sotto il controllo di un uomo tossico, unicamente interessato a lei come soprammobile da tenere in bella mostra in casa.

Ma, anche cercando si sfuggire al suo terribile matrimonio e alla sua insoddisfazione sessuale, la donna viene costantemente punita – e secondo le stesse dinamiche: Harlan la corteggia in maniera apparentemente molto lusinghiera, cerca di possederla sessualmente in maniera apparentemente innocua…

…ma, appena Thelma si rivela per non essere una semplice bambolina da possedere a proprio piacimento, ma un essere pensante capace di reagire e persino alzare le mani, tutto cambia.

Lo stupro infatti in questo caso non è spinto da un effettivo desiderio sessuale, ma più che altro dalla volontà di sottomettere nuovamente questa donna ribelle.

Louise, anche se non è detto esplicitamente, è stata vittima di stupro.

E, per quanto sia comunque più matura e apparentemente irremovibile dell’amica, vive anch’essa una situazione sentimentale non del tutto positiva: anche se in chiave minore, Jimmy è potenzialmente violento, tossico, e cerca di relegarla all’ambito matrimoniale.

E, proprio per il passato che si porta dietro, Louise è la prima a reagire, è la prima ad usare la pistola anche se era inizialmente contraria ad averla con sé, è la prima a rispondere con la violenza ad una violenza irreparabile.

Da che parte stiamo?

Se ci aspetteremmo inizialmente che la più combattiva fosse Louise, in realtà è Thelma a vivere la ribellione più radicale.

Dopo essere stata per l’ennesima volta tradita ed umiliata da un uomo – questa volta dal punto di vista economico – perde totalmente e gradualmente il controllo: rapina un negozio, distrugge un camion…

Davanti a questa irrefrenabile climax, il film ci mette sempre più davanti ad un dilemma etico:

Da che parte stiamo?

Non esiste una risposta giusta.

Thelma & Louise racconta la storia di due donne che hanno preso consapevolezza della loro condizione sociale: vivere in un mondo di uomini, in cui sono costantemente punite, umiliate, non credute, messe in secondo piano.

E per questo hanno scelto di ribellarsi, in maniera anche molto violenta, non facendosi problemi ad uccidere, distruggere, punire in maniera sempre più spettacolare e sfacciata quegli uomini che – anche se in modi diversi – le hanno tormentate per tutta la vita.

Ma potremmo d’altronde stare dalla parte di questi personaggi maschili così irrispettosi, violenti e distruttivi?

Senza via d’uscita?

L’ago della bilancia di questa situazione è Hal, il poliziotto.

Un personaggio che rappresenta il lato più positivo della mascolinità: un uomo consapevole ed aperto al dialogo, che comprende i drammi e i motivi delle azioni delle protagoniste, e per questo cerca in ogni modo di farle desistere dai loro folli piani.

Quindi, di fatto, Thelma e Louise hanno sempre una via d’uscita: possono gettare le armi e accettare le responsabilità delle loro azioni, accettare di farsi punire…ma anche tornare in una realtà sociale che non possono più sopportare.

E allora, mentre Hal si slancia disperatamente per fermarle, le due invece si lanciano verso la loro distruzione: un messaggio politico forte e irreversibile, che racconta un’esasperazione sociale che non può più essere sopportata, e che porta ad un finale dolce amaro.

Le nostre eroine sono morte, ma sono morte come donne libere.