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The Martian – La commedia del sopravvissuto

The Martian (2015) di Ridley Scott è un simpatico (e sottolineo simpatico) film di fantascienza con protagonista Matt Damon.

Un ottimo successo commerciale: 603 milioni di dollari di incasso contro un budget di 108 dollari. Anche piuttosto contenuto per una produzione del genere.

Un film che vidi con piacere a poca distanza con Interstellar (2014), di cui condivide anche parte del cast, e che mi aveva lasciato un ottimo sapore in bocca. Pensavo che fosse per l’ottima regia di Scott: niente di più sbagliato.

Di cosa parla The Martian?

Durante una missione sul Pianeta Rosso, il team di astronauti viene colpito da una tempesta e perde uno dei suoi componenti, il botanico Mark Watney. A sorpresa in realtà Mark è sopravvissuto e, mentre cerca di contattare la Terra per farsi salvare, deve trovare un modo per sopravvivere…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di guardare The Martian?

Matt Damon in una scena di The Martian (2015) di Ridley Scott

Differentemente da come mi ricordavo, The Martian è un film incredibilmente accessibile. In maniera un po’ anomala per una fase di produzioni più drammatiche come appunto Interstellar, ha un inaspettato taglio comico.

Per questo vi consiglio di non guardarlo aspettandovi un film di Ridley Scott, ma piuttosto un buon film di fantascienza, maledettamente appassionante, ma con valore artistico vicino allo zero.

Niente di male in questo senso, ma se siete appassionati del regista potreste rimanerne delusi. Inoltre non ve lo consiglio se non potete sopportare quel tipo di film molto americani e costruiti a tavolino per piacere a quel tipo di pubblico, quindi con dinamiche anche molto prevedibili.

Ma, in generale, è un piacevolissimo film di genere.

La commedia del sopravvissuto

Jeff Daniels e Kristen Wiig in una scena di The Martian (2015) di Ridley Scott

La scelta di questo titolo non è casuale: come anticipato, il film ha un taglio inaspettatamente comico-realistico in senso stretto. È una storia con un eroe comico, piacevole e naturalmente simpatico, per cui tifiamo e di cui seguiamo un’avventura che ha pochi momenti veramente drammatici.

Ed è obiettivamente una storia di cui è facile appassionarsi, perché gioca su pochi elementi vincenti e ben posizionati: un andamento fondamentalmente comico e leggero, tutto costruito intorno al personaggio di Matt Damon, puntellato di pochi ma importanti momenti drammatici che portano ad una costruzione della tensione ben bilanciata.

Senza accorgermene, alla fine della pellicola mi sono trovata nella stessa situazione del pubblico nel film che segue con passione il salvataggio di Mark: col fiato sospeso, col cuore stretto quando avviene un imprevisto, con la commozione quando finalmente Mark viene salvato.

Un eroe americano

Matt Damon in una scena di The Martian (2015) di Ridley Scott

Il grande successo di questa pellicola a livello commerciale è anche legato a quanto sia impregnato di una forma mentis del tutto americana. Si parla infatti di un eroe molto statunitense, che si trova in una situazione di pericolo, ma non si perde mai d’animo e sopravvive solo grazie alle proprie forze. Una sorta di sogno americano traslitterato su un altro pianeta: se ti impegni, otterrai tutto quello che vuoi.

Infatti si può notare come Mark non sia presentato come un personaggio particolarmente intelligente, ma, piuttosto, molto creativo e instancabile. E, di nuovo, un protagonista naturalmente simpatico e che il popolo statunitense e così anche il pubblico in sala ama fin dalla prima scena.

Perché, per quanto Mark parla di cose complesse e reali, accompagna lo spettatore, anche guardandolo dritto negli occhi grazie ad un ottimo escamotage narrativo. E così il coinvolgimento è assicurato.

Bellezza, non arte

Come detto, non ricordandomi il tipo di regia del film, davo per scontato che fosse un elemento di grande valore della pellicola. Niente di più sbagliato, appunto: la regia è piuttosto nella media, niente che ti aspetteresti da un autore come Scott.

Non mancano certo le riprese aeree sicuramente belle da vedere, ma nel complesso non si può parlare più che di una regia buona, ma quasi alcuni guizzo degno di nota.

Aguzza la vista!

Nel film sono presenti moltissimi attori più o meno noti, noti soprattutto per serie tv, di grande successo.

Oltre a Jessica Chastain e Matt Damon, visti poco tempo prima in Interstellar, Chiwetel Ejiofor, che qui interpreta Venkat, è famoso sopratutto per essere il protagonista di 12 anni schiavo (2013) ed è recentemente apparso in Doctor Strange in the multiverse of madness (2022) nei panni di Modor.

L’indimenticabile Sean Bean, che qui interpreta il ribelle Mitch, ma che è famoso sopratutto per essere stato Ned Stark in Game of thrones e Boromir ne Il signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello (2001).

Abbiamo poi tre attori dell’MCU: Sebastian Stan, che qui interpreta Chris, uno della squadra di Mark, e che è famoso sopratutto per aver interpretato il Soldato d’inverno nella saga di Captain America, e che abbiamo visto recentemente anche in Pam & Tommy nei panni di Tommy Lee. Poi Michael Peña, uno degli attori comici più irresistibili della saga di Antaman, dove interpreta Luis, uno degli amici di Scott. In questo caso è Rick, uno della squadra di scienziati capitanata da un terzo attore dell’MCU, Benedict Wong, lo Stregone Supremo di Doctor Strange.

Annie è Kristen Wig, attrice associata sopratutto a prodotti di scarso valore e successo come il cosiddetto Gosthbusters al femminile (2016) e il recente Wonder Woman 1984 (2020), dove interpretava Cheetah. Poi Jeff Daniels, che qui interpreta il capo della NASA, famoso sopratutto per essere il protagonista della serie The Newsroom. Infine Nick Mohammed, che ricorderete sicuramente come Nathan della serie Ted Lasso.